La Caccia

Lo sanno tutti: l'uomo è cacciatore,
da quando lo creò nostro Signore.
Mangiare e rivestirsi non han prezzo,
perciò l'uomo cacciò con ogni mezzo;
con le pietre, con l'arco e con la lancia
per coprirsi, e riempirsi un po' la pancia.
Combattere con l'orso e col cinghiale
armato di una fionda o di un pugnale
era un sistema un poco più sportivo,
non essendo di rischi affatto privo;
ma poi l'uomo, mostrando scarso stile
le bestie le affrontò con il fucile,
e la questione si risolse in fretta.
Il fucile più amato? La doppietta!
Ma cacciar non è tutto rose e fiori:
a svegliarsi col buio son dolori.
E, certamente, per chi vuol cacciare
ci sono regole da rispettare.
Nell'addentrarsi tra cespugli e tane
il cacciatore è solo con un cane:
solo da lui si lascia accompagnare,
perchè sa bene quel che deve fare.
Il segugio, credetemi, è un portento
quando vien l'ora dell'inseguimento:
il setter ed il pointer son da punta.
Trema, coniglio, la tua fine è giunta!
Esiste pure il cane da riporto,
che riporta il bersaglio, quando è morto.
Pur se ancestrale, il rito della caccia
non si può dir che proprio a tutti piaccia:
chi si batte in favore dell'Ambiente
la vorrebbe abolir completamente.
"Sparare fa soffrir la selvaggina,
e con il piombo, il territorio inquina!"
L'ambientalista, e non la manda a dire,
augura al cacciatore di sparire:
ma chi la caccia vuole continuare,
s'augura solamente di sparare.